Questo articolo è dedicato al padre della psicoanalisi. In particolare, parlerò di 20 curiosità su Sigmund Freud (1856 – 1939), in particolare:

1. La sua morte potrebbe essere stato un caso di suicidio assistito
2. Spiegò la paura del malocchio
E altro ancora!

Ecco le 20 curiosità su Sigmund Freud

1. La morte di Sigmund Freud potrebbe essere stato un caso di suicidio assistito

Dall’estate del 1939, Freud iniziò a soffrire di terribili dolori causati dal suo cancro alla mandibola. Il 21 settembre 1939, Freud disse al suo amico, e medico, Max Schur:

“Mio caro Schur, sicuramente ricordi la nostra precedente conversazione. Hai promesso di non abbandonarmi quando arriverà il mio momento. Non c’è più niente da fare e questa tortura non ha senso di continuare.”

Infatti, dopo aver ricevuto il consenso dalla figlia, Anna, il Dr. Schur somministrò la prima di tre forti dosi di morfina. Dopodiché, Freud andò in coma e non si sveglio mai più.

2. Si sottopose a più di 30 interventi chirurgici a causa del suo vizio

Freud divenne un fumatore incallito a circa 20 anni dopo aver provato la prima sigaretta. Fermarsi a un negozio di tabacchi era parte della sua routine quotidiana, soprattutto quando scoprì i sigari. Arrivò a fumarne anche 20 al giorno. Nonostante i medici l’avessero messo in guardia dal suo brutto vizio, Freud credeva che il fumo era necessario per aumentare la produttività e la creatività. In seguito, quando nel 1923, Freud scoprì di avere un cancro alla mandibola, dovette sottoporsi subito a un intervento di rimozione di gran parte della mandibola. Per questa ragione, nei 16 anni successivi si sottopose a 33 interventi chirurgici e gli fu inserita una protesi per separare la mandibola dalle cavità nasali. Nonostante il cancro, Freud non smise mai di fumare.

Leggi anche: Gli studi sull’isteria – Parte 1

3. Considerava la cocaina una medicina miracolosa

All’incirca nel 1880, Freud iniziò a interessarsi a una medicina usata da un medico militare tedesco per rinvigorire le truppe esauste, la cocaina. Ben presto scoprì che assumendola disciolta in acqua migliorava la digestione e la vitalità generale. Freud usava distribuire dosi ai suoi amici e alla sua futura moglie. Quando la propose a Ernst von Fleischl-Marxow per farlo riprendere dalla dipendenza da morfina, il suo amico finì per diventarne dipendente. Freud interruppe l’assunzione regolare di cocaina quando seppe delle notizie riguardo le morti e lo sviluppo della dipendenza che poteva derivare dall’assunzione di questa droga. Ad ogni modo, continuò ad assumerla occasionalmente per curare emicrania, infiammazione nasale e depressione fino alla fine del 1890.

Lettura di approfondimento: S. Freud, Sulla cocaina, 1975

4. Rifiutò 100.000 dollari da un magnate hollywoodiano

A partire dal 1925, la fama di Freud si diffuse così tanto che il produttore cinematografico Samuel Goldwyn, che definiva Freud “il più grande esperto d’amore”, gli offrì 100.000 dollari per scrivere o ricevere una consulenza per lo script di un film d’amore. Nonostante la cifra da capogiro, Freud rifiutò l’offerta così come accadde l’anno precedente in cui rifiutò 25.000 dollari dall’editore del Chicago Tribune, il quale chiese di psicoanalizzare i famosi criminali Leopold e Loeb prima di essere processati per omicidio.

5. L’interpretazione dei sogni fu inizialmente un flop

L’opera “L’interpretazione dei sogni” di Freud, considerato come il suo lavoro più significativo, non ebbe un grande successo quando venne pubblicato nel 1899. Infatti, furono vendute solo 351 copie nei 6 anni successivi. La seconda edizione non fu pubblicata prima del 1909.

Lettura di approfondimento: S. Freud, Opere vol. 3 1900-1905: L’interpretazione dei sogni, 1989

6. Il famoso divano impiegato per condurre le sue sedute fu un regalo di un suo paziente

freud sofa
Freud Museum, Londra

Quando Freud aprì il suo studio, a Vienna, nel 1886, impiegava le tecniche ipnotiche per indurre i suoi pazienti in uno stato di trance quando erano sdraiati. Invece, quando iniziò a impiegare la tecnica psicoanalitica, Freud invitava i suoi pazienti a stendersi su un divano coperto con un tappeto persiano, mentre lui prendeva degli appunti seduto su una sedia. Il divano gli fu regalato da una paziente, Madame Benvenisti.

Leggi anche: Sigmund Freud, padre della psicoanalisi

7. I nazisti bruciarono i suoi libri e lo spinsero a lasciare l’Austria

Nonostante fosse ateo, Freud, nacque in una famiglia ebrea e divenne facile bersaglio dei nazisti. I suoi libri furono tra quelli che i nazisti bruciarono nel 1933 e lo spinsero a lasciare l’Austria:

“Abbiamo fatto progressi. Nel Medioevo mi avrebbero bruciato al rogo, invece oggi si accontentano di bruciare i miei libri.”

Dopo che l’Austria fu annessa alla Germania, i nazisti fecero irruzione nel suo appartamento e la Gestapo trattenne e interrogò sua figlia, Anna. Grazie all’aiuto della sua amica, la principessa Marie Bonaparte, Freud fuggì con sua moglie e la figlia Anna prima a Parigi e dopo a Londra.

8. Quattro delle sue sorelle morirono in un campo di concentramento nazista

M. Bonaparte cercò di ottenere un visto per lasciare Vienna per le sorelle di Freud. Lo psicoanalista morì appena dopo lo scoppio della II guerra mondiale. Sfortunatamente, quattro delle sue sorelle rimasero a Vienna e vennero inviate ai campi di concentramento, dove morirono.

Leggi anche: L’ipnosi ai tempi di Freud

9. Studiò la vita sessuale delle anguille

Il giovane Freud, appena iscritto all’Università di Vienna, studiò zoologia. Si recò a Trieste per studiare gli organi sessuali delle anguille. In questa sede, il suo professore gli assegnò il compito di scoprire le gonadi maschili di questa specie. Si trattava di un compito abbastanza arduo e stava impegnando gli scienziati da secoli. In breve, Freud spese ore e ore a vivisezionare anguille senza alcun risultato, affermando:

“Tutte le anguille che ho vivisezionato sono di sesso femminile.”

10. Collezionava oggetti antichi

Una delle sue più grandi passioni era quella di collezionare nel suo studio oggetti antichi e reperti archeologici di qualsiasi tipo. Si sa poco sulla provenienza di questi cimeli, ma si trattava di una pratica legale e consolidata a quel tempo. Oggi la maggior parte degli oggetti della sua collezione si può ritrovare presso la sua casa-museo di Londra (Freud Museum – London).

11. Iniziatore della Pet Teraphy

Era convinto che la presenza del suo cane Jofi potesse rassicurare i suoi pazienti. Jofi era diventato un affezionato spettatore all’interno del suo studio. Freud si lasciava guidare dal suo cane nelle sue sedute. Infatti, quando Jofi si alzava, era giunto il momento di interrompere la seduta.

12. Seguiva una rigida routine quotidiana

“Non riesco ad immaginare come la vita senza lavoro possa essere davvero soddisfacente”

Questa affermazione emerse da una lettera scritta a un suo amico nel 1910. Freud si alzava ogni giorno alle 7 in punto, faceva colazione e in seguito si faceva rifinire la barba da un barbiere che si recava ogni giorno presso la sua abitazione. In seguito, visitava i suoi pazienti dalle 8 fino alle 12. Il pasto principale era servito puntualmente all’una, ma Freud non aveva gusti particolarmente raffinati. Evitava il vino e il pollo, ma preferiva stufati e roast beef. Spesso alla sua tavola imperava un tale silenzio da mettere a disagio i suoi ospiti, poiché Freud era completamente assorto nei suoi pensieri. Subito dopo il pasto principale era solito passeggiare a passo sostenuto per la Ringstrasse di Vienna. Solitamente, lungo il tragitto acquistava sigari o si fermava dal suo editore. Dalle 3 ricominciava a ricevere i suoi pazienti fino alle 9 di sera. Dopo cena si intratteneva con la famiglia per giocare a carte oppure faceva una passeggiata con la moglie o con uno dei suoi figli. Rientrato a casa, si ritirava nel suo studio e si dedicava alla lettura e alla scrittura per il resto della serata. (da Freud: A Life for Our Time)

13. Vestiva sempre allo stesso modo

Proprio come anni più tardi fece Steve Jobs, anche Freud usava vestire sempre allo stesso modo e possedeva solo tre abiti, 3 completi intimi e 3 paia di scarpe.

14. Amava le lunghe vacanze

Freud ogni anno andava in vacanza d’estate con la sua famiglia per ben tre mesi e amava in modo particolare la montagna, dove praticava escursioni, raccoglieva funghi e frutti di bosco o si dedicava alla pesca.

15. È finito sulla Luna

Non c’è dubbio sull’ambiguità di questa affermazione prima di aver fornito una corretta spiegazione. Infatti, un piccolo cratere, situato nell’Oceanus Procellarum (un vasto mare lunare), porta il suo nome. Si tratta del cratere Freud.

16. Spiegò la paura del malocchio

Nel suo saggio, Il perturbante (1919), diede una spiegazione del fenomeno della superstizione, in particolare del malocchio. Parte da Erodoto (Storie III, 39-43):

«Nell’Anello di Policrate l’ospite si allontana inorridito perché nota che ogni desiderio dell’amico si realizza immediatamente e ogni sua preoccupazione viene istantaneamente scacciata dal fato. Per l’ospite l’amico è diventato “perturbante”, perché, come egli stesso ci informa, chi è troppo fortunato deve temere l’invidia degli dei;»

«Una delle forme più perturbanti e più diffuse di superstizione è la paura del “malocchio”, di cui un oculista di Amburgo, Seligmann, ha fornito una trattazione approfondita. Sulla provenienza di questa paura non sembra vi siano mai stati dubbi. Chi possiede qualcosa di prezioso e al tempo stesso di perituro teme l’invidia del prossimo, in quanto proietta sugli altri l’invidia che egli proverebbe se si trovasse al loro posto. Questi moti dell’animo si tradiscono con lo sguardo anche quando ci si vieta di esprimerli a parole, e, se vi è chi spicca tra gli altri per caratteristiche ben evidenti, specie se indesiderate, subito sorge il sospetto che la sua invidia raggiungerà un’intensità particolare e che questa intensità verrà poi anche mandata ad effetto. Si teme perciò un’intenzione segreta di nuocere e si suppone, basandosi su determinati indizi, che questa intenzione disponga anche della forza per attuarsi.» [Il perturbante (1919) in L’Io e L’es (1923)]

17. Fu nominato al premio Nobel

Ebbe l’onore di essere nominato per ben 12 volte al premio Nobel, ma sfortunatamente non lo vinse mai. Le sue nomine, in seguito, vennero meno poiché i suoi lavori erano considerati poco scientifici dai membri del comitato.

18. Il figlio prediletto

Sigmund è stato il primogenito di una famiglia numerosa, aveva 2 fratelli e 5 sorelle. La madre era molto fiera di lui, lo chiamava “il mio Sigi d’oro” e lo preferiva al resto dei figli. Inoltre, era convinta che sarebbe diventato un grande uomo. Anche il padre condivideva questa convinzione e provava una forte ammirazione per Sigmund.

19. Era ossessionato da un numero

«Così, per esempio, nessuno presta particolare attenzione se, depositando il soprabito al guardaroba, si vede porgere una contromarca con un certo numero – mettiamo 62 – o se trova che la cabina che gli è stata assegnata sul battello porta questo numero. Ma l’impressione cambia se queste due circostanze, di per sé irrilevanti, si susseguono l’una all’altra e capita d’imbattersi nel numero 62 più volte nello stesso giorno; tanto più poi se si dovesse addirittura osservare che in tutto ciò che reca l’indicazione di un numero – indirizzi, camere d’albergo, posti in treno e così via – il numero che compare è sempre il medesimo, in tutto o in parte. Una cosa del genere la troveremmo “perturbante” e chi non fosse solidamente corazzato contro le tentazioni della superstizione si sentirebbe incline ad attribuire a questo ostinato ritorno del medesimo numero un significato misterioso, a vedervi magari un segno dell’età che gli sarà consentito di raggiungere.» (S. Freud, L’Io e L’Es, 1978)

Freud aveva sviluppato una particolare ossessione per il numero 62 ed era convinto fosse un presagio di morte, ovvero che sarebbe morto a 62 anni. Invece, morì all’età di 83 anni.

20. Qualcuno provò a rubare le sue ceneri

Dopo la morte di Freud, le sue ceneri furono conservate in un antica urna greca che ricevette in regalo da Bonaparte. Quando sua moglie, Martha, passò a miglior vita nel 1951, le sue ceneri furono aggiunte al vaso, assieme a quelle del defunto marito, conservate presso il London’s Golders Green Crematorium.

Nel gennaio 2014, la polizia di Londra dichiarò che alcuni criminali hanno tentato di rubare le ceneri di Freud. Nonostante la polizia riuscì a impedire il furto, i ladri danneggiarono gravemente l’urna vecchia di almeno 2300 anni.

Per approfondimenti: E. Jones, Vita e opere di Sigmund Freud, 2014

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