Prima parte di un serie di articoli dedicati agli studi sull’isteria (1886 – 1895) di Sigmund Freud e Joseph Breuer.

Etimologia e significato del termine isteria

Il termine isteria, deriva da isterico, ed è un aggettivo che descrive chi ha un umore facilmente irritabile e reagisce con scatti nervosi e incontrollati. Il termine deriva dal greco hystéra (“utero”) e indicava la sofferenza all’utero, poiché la medicina antica la considerava come una malattia esclusiva delle donne1.

1 Fonte: Garzanti Linguistica

Gli studi sull’isteria di S. Freud

Il giovane Sigmund, all’età  di 27 anni, lavorava come medico presso l’ospedale generale di Vienna, luogo in cui aveva già avuto esperienze in diversi reparti come medicina interna, dermatologia e malattie nervose, quest’ultimo diretto dal dottor Scholtz. Nel 1883 si inasprirono i rapporti con Scholtz e Freud fu costretto a cambiare reparto, entrando così in quello di oftalmologia per tre mesi e nuovamente in quello di dermatologia.

La borsa di studio

Il 3 marzo 1885 fece domanda per una borsa di studio di 600 fiorini (circa 1200 lire dell’epoca) presso l’Università di Vienna e la ottenne nel giugno dello stesso anno. Grazie a questa borsa riuscì a recarsi per 6 mesi presso la clinica Salpêtrière di Parigi diretta dalla massima autorità in ambito neurologico, il neurologo Jean-Martin Charcot.

Lettura di approfondimento: Georges Didi-Huberman, L’invenzione dell’isteria. Charcot e l’iconografia fotografica della Salpêtrière, 2008

La predilezione per la scuola francese di neuropatologia è motivata dal fatto che in quel periodo c’erano scarsi contatti personali fra medici francesi e tedeschi. Le scoperte dei francesi sull’isteria erano state accolte con scetticismo in Germania. Il giovane Sigmund si sentiva attratto da qualcosa di insolito e caratteristico che c’era nel metodo della scuola di Charcot.

L’ingresso alla Salpêtrière

La Salpêtrière è un ospizio per donne anziane che può ospitare fino a 5.000 persone dove si trattano le malattie nervose croniche. Nel tempo fu creato anche un reparto che accoglieva malati di sesso maschile. In questa sede, Freud, ebbe il gran piacere di conoscere il professor Charcot:

“Attratto da quella personalità, io mi sono ben presto limitato a frequentare quell’unico ospedale e a seguire l’insegnamento di quell’unico docente.”

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La tipica settimana presso la clinica di Charcot

Le attività settimanali alla Salpêtrière erano così scandite:

  • il lunedì si teneva la lezione pubblica di Charcot sulle più recenti scoperte sul campo, ovvero le scoperte provenienti dalla continua osservazione dei pazienti;
  • il martedì era dedicato alle consultazioni esterne: i suoi assistenti gli sottoponevano i casi più incomprensibili fra i pazienti ambulatoriali;
  • il mercoledì era, solo in parte, dedicato alle visite oftalmologiche effettuate dal dottor Parinaud in presenza di Charcot;
  • il resto della settimana Charcot svolgeva il giro delle visite dei pazienti per le corsie ed effettuava delle visite in aula;

Si trattava di una clinica all’avanguardia anche per un particolare motivo: Charcot poneva tutti su un piano di uguaglianza ed accoglieva le osservazioni provenienti da qualsiasi medico, interno o esterno. Chiunque poteva intervenire nelle discussioni e dire la sua, il gran professore non avrebbe tralasciato alcuna osservazione. Questo è uno dei motivi per cui tutti nutrivano una forte ammirazione per Charcot.

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Perché in Germania c’era scarso interesse sull’isteria?

Fino a quel momento l’isteria era stata studiata poco e con scarsa volontà per diversi motivi:

  • non era contraddistinta da una precisa sintomatologia;
  • si pensava fosse associata alla forte eccitazione sessuale;
  • eccessiva importanza attribuita alla simulazione dei sintomi.

Come scriveva Freud in Studi sull’isteria:

“Negli ultimi decenni un’isterica poteva essere altrettanto sicura di venire trattata da simulatrice quanto ne avrebbe avuta nei secoli precedenti di essere giudicata e condannata come strega e come ossessa.”

FINE PARTE 1

Bibliografia:

Freud, Opere vol. 1 1886-1895: Studi sull’isteria e altri scritti, Bollati Boringhieri, 2013

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