John Bowlby (1907 – 1990), psicologo e psicoanalista britannico, ideatore della teoria dell’attaccamento, è stato uno dei principali studiosi di psicologia dello sviluppo a partire dall’etologia, ovvero lo studio del comportamento di una specie nel suo ambiente naturale.

Breve biografia di John Bowlby

Nacque a Londra il 26 febbraio 1907 da una famiglia vittoriana altoborghese. Il padre era il generale maggiore Sir Anthony Bowlby, chirurgo ufficiale della re d’Inghilterra Edoardo VII. La madre Mary si separò dal padre e John venne cresciuto assieme ai suoi fratelli dalla bambinaia, la quale era per John come una madre. A 10 anni venne inviato in collegio e questa separazione segnò tutta la sua infanzia. (Bowlby, Richard., Fifty years of attachment theory, Karnac on behalf of the Winnicott Clinic of Psychotherapy, 2004, ISBN 9781855753853, OCLC 733458401)

Si laureò in scienze precliniche e psicologia presso il Trinity College di Cambridge e iniziò a lavorare presso la scuola attivista di Summerhill seguendo ragazzi svantaggiati con problemi mentali. Durante la seconda guerra mondiale decise di arruolarsi nell’esercito britannico come psichiatra militare. Al termine della guerra fu incaricato di sviluppare il dipartimento di infantile presso la Tavistock Clinic. Dal 1964 al 1979 si è dedicato alla stesura delle sue più importanti opere, la trilogia “Attaccamento e Perdita”. Morì il 2 settembre 1990 a causa dei danni subiti da un ictus.

Lettura consigliata:  J. Bowlby, Attaccamento e perdita 1: L’attaccamento alla madre

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La teoria dell’Attaccamento

La teoria di Bowlby parte dall’assunto che il comportamento di attaccamento si sviluppa fra il bambino e la figura di attaccamento (caregiver), ovvero chi si prende cura di lui.

In breve, per comportamento di attaccamento si intende qualsiasi forma di comportamento che porta una persona al raggiungimento o al mantenimento della vicinanza con un altro individuo differenziato e preferito, considerato in genere come più forte e/o più esperto.

Il tipo di legame che si instaura con la figura di attaccamento dipende dalla  sensibilità e dalla disponibilità del caregiver, questo determina la sicurezza dell’attaccamento e la formazione dei modelli operativi interni, i quali definiscono gli schemi relazionali adottati nelle relazioni future. Il modello di attaccamento sviluppato con la figura di riferimento rappresenta il punto di partenza per le relazioni successive. Bowlby, con questa teoria, passa dall’approccio psicoanalitico a quello  etologico, valorizzando, in particolar modo, il ruolo dell’ambiente nello sviluppo delle relazioni umane. Infatti, egli afferma che durante l’infanzia i sentimenti di piacere e soddisfazione nei bambini non avvengono secondo scariche pulsionali, ovvero il soddisfacimento dei bisogni di suzione (meta della fase orale secondo Sigmund Freud), ma attraverso le esperienze che favoriscono l’attaccamento, ovvero la relazione che garantisce amore, vicinanza e protezione.

Contributi significativi alla teoria dell’attaccamento

Gli studi sull’imprinting rappresentarono degli importanti contributi dall’etologia. In particolare, il famoso esperimento di Harlow condotto sui primati. In questo esperimento le scimmie venivano separate dalle madri alla nascita e inserite in una gabbia con due madri fittizie da cui avere nutrimento, una fatta con del fil di ferro e l’altra fatta di stoffa morbida. Le scimmie passavano molto più tempo con la madre di stoffa e i ricercatori conclusero che il senso di protezione e il confort erano più importanti del semplice nutrimento nello sviluppo dell’attaccamento alla madre (Harlow e Zimmerman, 1959).

Le quattro fasi dell’attaccamento

  1. Dalla nascita alle 8-12 settimane. Il bambino non è in grado di distinguere persone diverse a eccezione della madre, la quale viene riconosciuta dalla voce e dall’odore.
  2. Dai 6-7 mesi. Il bambino impara a distinguere che una persona è diversa da un’altra.
  3. Dai 9 mesi in poi. Il bambino interagisce con la figura di attaccamento, impara a richiamare la sua attenzione e la sua come base sicura per l’esplorazione dell’ambiente circostante.
  4. Verso i 3 anni di età. Il bambino acquisisce sicurezza nell’esplorazione di un ambiente sconosciuto in presenza della figura di riferimento.

L’attaccamento sicuro si sviluppa quando il bambino sente di ricevere protezione, affetto e sicurezza dalla figura di attaccamento. Invece, un attaccamento insicuro si instaura quando il bambino prova nei confronti del caregiver un senso di instabilità, insicurezza, dipendenza e paura dell’abbandono.

Lettura consigliata: J. Bowlby, Attaccamento e perdita 2: La separazione dalla madre 

Il concetto di base sicura

A partire dall’osservazione del comportamento dei bambini nei primi mesi di vita, stabilì che la relazione fra la madre e il bambino garantisce la base sicura per poter esplorare l’ambiente esterno. Nel momento percepisce una minaccia, il bambino interrompe l’esplorazione e si riavvicina alla madre per ricevere conforto.

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Osservare lo stile di attaccamento: la Strange Situation

Negli anni ’60 Mary Ainsworth ideò una procedura sperimentale denominata Strange Situation della durata di 20 minuti per studiare in modo controllato lo stile di attaccamento. In una stanza ci sono il bambino, la madre e un estraneo, e si susseguono diversi eventi. Questo esperimento permette di stabilire i diversi stili di attaccamento sviluppati dal bambino:

  • Attaccamento sicuro: il bambino esplora l’ambiente con tranquillità e si rivolge alla figura di riferimento sia in condizioni normali che in condizioni di stress o pericolo. La figura di riferimento appare disponibile ai segnali del bambino e pronta a garantire protezione. Questo stile denota la sicurezza nell’esplorazione, la capacità di sopportare un eventuale distacco dalla madre, fiducia nelle proprie capacità e nessun timore dell’abbandono. L’emozione principalmente sperimentata è la gioia.
  • Attaccamento insicuro ansioso ambivalente: il bambino ripone scarsa fiducia nel caregiver. Non ha alcuna certezza che la figura di riferimento possa cogliere i segnali d’aiuto inviati. Il bambino sperimenta forte ansia durante l’esplorazione e una forte angoscia in caso di separazione dalla figura di riferimento. Questo stile si sviluppa quando il caregiver risponde in maniera intermittente ai segnali del bambino, quindi non è sempre disponibile. Il bambino sperimenta scarsa fiducia nelle proprie e altrui capacità.
  • Attaccamento insicuro evitante: Il bambino non solo ripone scarsa fiducia nel caregiver, ma è anche pronto a un suo eventuale rifiuto. Il bambino impara a fare affidamento solo su se stesso anche a livello emotivo. La figura di attaccamento in questo caso tende a rifiutare le richieste di supporto e protezione del bambino. I tratti caratteristici di questo stile sono la convinzione di essere rifiutato e non amato, evitamento della relazione, tendenza a non richiedere aiuto ed esclusivo affidamento su se stesso. L’emozione prevalente è la tristezza.
  • Attaccamento disorganizzato (o disorientato): il bambino va facilmente in preda a attacchi di pianto, sperimenta ansia, si butta sul pavimento e talvolta si presenta indifferente a episodi di separazione dal caregiver. Tendono ad evitare lo sguardo con la figura di riferimento, anche quando sono a stretto contatto.

Gli stili di attaccamento si sviluppano nei primi 8 mesi di vita e caratterizzano le relazioni e i legami affettivi per tutto il resto della nostra vita.

Lettura consigliata: J. Bowlby, Attaccamento e perdita 3: La perdita della madre

Bibliografia:

  • Ainsworth M., Blehar M.C., Waters E., Walls S. (1978), Patterns of attachment: A psychological study of the strange situation, Lawrence Erlbaum Associates Publishers, Hilldale
  • Bowlby J., Schwarz L., (1999). Attaccamento e perdita 1: L’attaccamento alla madre, Boringhieri, Torino.
  • Bowlby J., Schwarz L., (2000). Attaccamento e perdita 2: La separazione dalla madre, Boringhieri, Torino.
  • Bowlby J., Schwarz L., (1999). Attaccamento e perdita 3: La perdita della madre, Boringhieri, Torino.
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