Spesso le molestie sessuali vengono protratte per anni prima che le vittime trovino il coraggio di rompere il silenzio. Questo articolo analizza quali sono le principali tecniche di manipolazione usate nelle molestie sessuali da uomini di potere, e non, per mettere in atto il proprio volere nei confronti di una donna. Riconoscere questi stratagemmi in anticipo ci permette di riconoscere questi abili manipolatori. In particolare, il predatore sessuale:

  • considera “normali” quelle che in realtà sono molestie sessuali
  • riesce a convincervi a piccole dosi
  • può addirittura farvi sentire in colpa

Le principali tecniche di manipolazione usate nelle molestie sessuali

Lo scandalo Weinstein ci illustra come le persone che ricoprono una posizione di potere mettono in pratica alcune tecniche manipolatorie per raggiungere i loro scopi. Sono molte le donne, fra cui Asia Argento, che hanno trovato il coraggio di dichiarare di essere state vittime di molestie sessuali da Harvey Weinstein, fondatore della The Weinstein Company, società di distribuzione e produzione cinematografica hollywoodiana.

Esistono diverse strategie messe in atto dai predatori sessuali che hanno lo scopo di adescare la vittima. Di seguito saranno descritte le principali.

1. Isolare e intimidire fisicamente

Secondo quanto riportato dalle vittime e dalle intercettazioni emerse, una strategia comune è quella di trovare un modo di essere soli con la vittima, così da poterla intimidire fisicamente. Oppure mettere la vittima alle strette e fare in modo che accetti un incontro isolato. Spesso questa situazione si crea con “una scusa”, che può essere, ad esempio:

  • un incontro di lavoro che ha luogo presso un hotel
  • una cena di lavoro senza gli altri invitati
  • dirottare l’auto verso casa con una scusa banale, ma convincente

Questi sono solo pochi esempi, ma le scuse per trovarsi da solo con la vittima possono essere molte altre. Quando ci riescono, cercano di usare la presenza fisica per intimidire e dominare. Ma come riescono a convincere la vittima? In genere con una allettante promessa e la vittima difficilmente può tirarsi indietro per paura di ritorsioni a livello lavorativo.

2. Sostenere che sia tutto “normale”. Le molestie sessuali non esistono.

Minimizzare i comportamenti inappropriati messi in atto e agire come se non ci sia nulla di sbagliato. In alcune intercettazioni di Weinstein, dopo aver palpeggiato il seno di una modella, egli affermò di averlo sempre fatto. Come se fosse una routine e non ci sia nulla di male. Queste strategie mettono in discussione la percezione della situazione della vittima che arriverebbe a chiedersi: “cioè, io sarei pazza?” oppure “ho esagerato?”. Un’altra strategia comune è quella di contattare la vittima subito dopo le molestie e rassicurarla che tutto quello che è accaduto era completamente normale. Questo forza la vittima a confrontarsi subito con il molestatore, prendere consapevolezza che c’è qualcosa di sbagliato o continuare a negare e dubitare di se stessa.

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3. Indurre sensi di colpa

Usare la colpa per manipolare è un altro stratagemma comune fra i predatori sessuali. Nelle intercettazioni di Weinstein, lui continuava a chiedere alla modella di non metterlo in imbarazzo in pubblico e, inoltre, di rivedersi in albergo e che un eventuale rifiuto avrebbe rovinato la sua reputazione. Un altro modo per indurre il senso di colpa è quando ci si trova a dover ricambiare con un favore sessuale dopo aver ottenuto un lavoro o un avanzamento di carriera. Il tipico esempio è quello di un datore di lavoro che regala una promozione e ci si potrebbe sentire in colpa se dovessimo rifiutare una semplice cena di lavoro.

4. Non dirmi di “No”

Il predatore cerca in tutti i modi di convincere la vittima di incontrarsi privatamente, anche dopo numerosi rifiuti. Questo tipo di insistenza finisce per sfinire la vittima che arriva a sperimentare disagio, nonostante il rifiuto sia appropriato. Weinstein invitava insistentemente le sue vittime nella sua stanza d’albergo, e continuava a farlo nonostante i ripetuti rifiuti.

5. Lunsinghe o minacce velate

Usano il proprio potere per intimidire in modo implicito o esplicito. Cercano di corrompere la vittima per rendere lecite le loro richieste oppure minacciano di conseguenze negative in caso di opposizione. Spesso non hanno bisogno di insistere per via del loro status, così il messaggio implicito che viene percepito dalla vittima è questo:

Meglio stare dalla sua parte, altrimenti avrò vita difficile, nessuna opportunità o una carriera rovinata.

6. Il piede nella porta

Si tratta di una classica tecnica di vendita denominata “il piede nella porta”. Questa tecnica consiste nel fare inizialmente una piccola richiesta che la persona esaudirà sicuramente e, in seguito, chiedere un favore molto più grande (Freedman e Fraser, 1966). Una piccola richiesta, permette di bloccare il piede nella porta e fare in modo che il cliente debba restare ad ascoltarti anche se non è a suo agio. In base alle intercettazioni, Weinstein chiedeva alla modella di entrare nella sua stanza “solo per pochi minuti”. A questo punto chiedeva il favore di effettuare un massaggio alle spalle. Questo innescava la possibilità di spingersi oltre. Fare un massaggio alle spalle può essere percepito dalla vittima come una richiesta ragionevole e, quindi, difficile da rifiutare.

Conclusioni

Bisogna tenere presente che un predatore sessuale può essere indistintamente un uomo o una donna e sceglie la vittima in base alle sue preferenze sessuali. Conoscere queste tecniche di manipolazione ci mette in guardia da un possibile predatore sessuale, che sia uomo o donna, e ci permette di pensare in anticipo una possibile strategia di difesa o opposizione.

Lettura consigliata sull’argomento:

Toglimi le mani di dosso. Una storia vera di violenza e ricatti sul lavoro

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